25/03/2026
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Domenica delle Palme e della Passione del Signore — Trasformate dalla speranza
Domenica delle Palme e della Passione del Signore — Trasformate dalla speranza
“Trasformate dalla Speranza” si propone come uno spazio di ascolto e di discernimento sui Vangeli domenicali che accompagneranno il nostro cammino quaresimale.
L’iniziativa, promossa dalle Teologhe della UISG, si colloca nell’orizzonte aperto dal Giubileo e desidera prolungarne la grazia, continuando a vivere la nostra vocazione come pellegrine di speranza dentro le sfide del tempo presente.
Ogni settimana, alla luce della Parola di Dio, contempleremo un aspetto della conversione a cui siamo chiamate, lasciandoci condurre dallo Spirito nel cammino verso la Pasqua. È un invito a permettere che la speranza evangelica plasmi il nostro modo di credere, di abitare la comunione e di partecipare alla missione della Chiesa.
Per la domenica delle Palme e della Passione del Signore, il commento al Vangelo di Matteo (21, 1-11) è a cura di Sr. Marie Desanges Kahindo Kavene, Servite de Marie.
« Chi è costui? » (Mt 21,10)
Una lettura che apre all’accoglienza della Parola di Dio nella nostra realtà umana
Leggendo lentamente questo racconto sull’ingresso di Gesù a Gerusalemme, diversi atteggiamenti paradossali rivelano la bellezza e la fragilità della nostra umanità:
- forza e dolcezza si articolano nella postura di Gesù, re umile, montato su un’asina.
- Tra acclamazioni e incomprensioni, si instaura una tensione: l’identità di Gesù suscita un interrogativo tra gli abitanti di Gerusalemme: «Chi è quest’uomo?».
Ciò fa eco a Giovanni 1, 11: «È venuto nella sua casa e i suoi non l’hanno riconosciuto». Gli umili e i piccoli percepiscono lo straordinario nell’ordinario: quest’uomo «è il profeta Gesù di Nazaret».
E io, so percepire l’azione di Dio nella vita degli altri? Quali sono i semi di vita che germogliano e si dispiegano nella mia vita? Chi sono io e dove mi trovo in mezzo a questa folla? Sono ai margini di questa gioia espressa? Quale vestito posso deporre a terra, quale ramoscello devo agitare, quali parole di speranza devo ascoltare per comunicare veramente a questa gioia?
Una Parola da meditare e da ascoltare nella mia realtà di donna
Dite alla figlia di Sion: «Ecco il tuo re che viene verso di te». Questa figura biblica non è un’esclusiva femminile.
La Bibbia usa spesso immagini femminili per parlare del popolo di Dio. L’espressione «la figlia di Sion» esprime sia la tenerezza di Dio sia la vulnerabilità del popolo scelto da Dio, la cui figura si compie in Maria di Nazareth, che ha condiviso e portato la speranza del suo popolo.
Di conseguenza, nessuno dovrebbe essere escluso da questa speranza. Tuttavia, entrando in questa narrazione attraverso volti spesso assenti dal testo, possiamo percepire le donne di Gerusalemme, discrete ma sempre presenti, che nutrono segretamente profonde aspettative: pace, giustizia, guarigione, riconoscimento, rispetto per loro, per i loro figli e per il loro popolo. Alcune di loro vivono ai margini, nella precarietà, nell’invisibilità, nella solitudine dell’isolamento…
La loro speranza silenziosa, come un seme sepolto nella terra, è fragile ma viva. Risuona con l’atteggiamento stesso di Gesù che non si impone ma si offre ai defigurati della storia per restaurare la loro dignità.
E io, mi riconosco in questi volti anonimi? Qual è la mia speranza di donna per me stessa, per gli esclusi, per la Chiesa e per il nostro mondo?
Per una femminilità che si fa preghiera e presenza nei momenti cruciali
«Osanna». Le grida di acclamazione non dureranno a lungo; il rapporto sarà presto messo alla prova: tra tradimenti, scherni, solitudine e sofferenze che Gesù dovrà affrontare, la presenza delle donne rappresenta l’umanità ancora capace di affrontare le avversità e di accompagnare la vita anche in circostanze estreme.
Nel cuore della violenza che si abbatte su Gesù, l’umanità è ancora capace di schierarsi dalla parte della vita attraverso una presenza femminile fragile ma costante, fedele ed efficace.
La mattina di Pasqua, l’incontro delle donne con il Crocifisso-Risorto si annuncerà come un evento che cambia il corso della storia di ciascuno e di tutta l’umanità: la morte è vinta dalla Vita.
E io, quale parola di speranza posso offrire ai cuori spezzati?
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