07/05/2026

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Il primo anno del pontificato di Leone XIV: il soffio della speranza e della pace

Il primo anno del pontificato di Leone XIV: il soffio della speranza e della pace

 

 

A un anno dall’elezione di Papa Leone XIV al soglio pontificio, la UISG ricorda con gratitudine l’inizio del suo ministero come 267.mo Vescovo di Roma.

 

L’8 maggio 2025 rimane una data impressa nel cuore della Chiesa e di milioni di fedeli nel mondo: dopo giorni di preghiera e discernimento, il Conclave elesse il cardinale Robert Francis Prevost, che scelse il nome di Leone XIV, inaugurando un pontificato segnato fin dall’inizio da un forte appello alla pace, alla fraternità e alla speranza.

 

Quel giorno, poco dopo le ore 19, il nuovo Papa si è affacciato dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana per rivolgere a Roma e al mondo il suo primo saluto: «La pace sia con tutti voi!». Parole accolte con entusiasmo e commozione dai milioni di fedeli riuniti in Piazza San Pietro e da quanti seguivano l’evento in tutto il mondo.

 

Anche molte superiore generali e consorelle, riunite a Roma per la 23° Assemblea Plenaria UISG, hanno vissuto insieme quel momento storico. Nella sala dell’assemblea, le immagini in diretta da Piazza San Pietro venivano proiettate su un grande schermo: quando poco dopo le ore 18 è apparso il fumo bianco, le presenti sono esplose in un coro di gioia, tra applausi, canti e alleluia, condividendo con la Chiesa universale l’emozione per l’elezione del nuovo Pontefice.

 

Nel suo primo discorso, Papa Leone XIV pronunciò parole che, a distanza di un anno, continuano a risuonare con forza e attualità: «Vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente».

 

Ritornare al cuore

 

La prima grande occasione in cui Papa Leone XIV ha incontrato i consacrati e le consacrate di tutto il mondo è stato il 10 ottobre scorso, per il Giubileo a loro dedicato. Dopo averli accolti “con un abbraccio che parte dal cuore” ha detto loro: «Uniti a Gesù, le vostre piccole luci diventano come il tracciato di un sentiero luminoso nel grande progetto di pace e di salvezza che Dio ha sull’umanità. Per questo motivo, a voi, figlie e figli di Fondatori e Fondatrici, rivolgo una calorosa esortazione a “ritornare al cuore”, come il luogo in cui riscoprire la scintilla che ha animato gli inizi della vostra storia, consegnando a chi vi ha preceduto una missione specifica che non passa e che oggi vi è affidata. È infatti nel cuore che si produce la “paradossale connessione tra la valorizzazione di sé e l’apertura agli altri, tra l’incontro personalissimo con sé stessi e il dono di sé agli altri” (Francesco, Lett. enc. Dilexit nos, 18). È nell’interiorità, coltivata nella preghiera e nella comunione con Dio, che mettono le radici i migliori frutti di bene secondo l’ordine dell’amore, nella piena promozione dell’unicità di ciascuno, nella valorizzazione del proprio carisma e nell’apertura universale della carità».

 

Fermento di pace e segno di speranza

 

Il 2 febbraio 2026, per festeggiare la Giornata Mondiale della Vita Consacrata, Papa Leone ha celebrato nella Basilica di San Pietro la Santa Messa. Durante l’omelia si è rivolto ai consacrati e alle consacrate dicendo: «Con la professione dei consigli evangelici e con i molteplici servizi di carità che offrite, voi siete chiamati a testimoniare, in una società dove fede e vita sembrano sempre più allontanarsi l’una dall’altra, in nome di una concezione falsa e riduttiva della persona, che Dio è presente nella storia come salvezza per tutti i popoli (cfr Lc 2,30-31). A testimoniare che il giovane, l’anziano, il povero, il malato, il carcerato, hanno prima di tutto il loro posto sacro sul suo Altare e nel suo Cuore, e che al tempo stesso ciascuno di loro è un santuario inviolabile della sua presenza, davanti al quale piegare le ginocchia per incontrarlo, adorarlo e glorificarlo».

 

La celebrazione si è conclusa con un ringraziamento del Pontefice, il quale ha riferito ai partecipanti: «la Chiesa oggi ringrazia il Signore e voi per la vostra presenza, e vi incoraggia ad essere, là dove la Provvidenza vi invia, fermento di pace e segno di speranza».

 

 

Artigiane di pace nelle periferie del mondo


In questo tempo segnato da conflitti, divisioni e profonde ferite umane, la UISG desidera esprimere il proprio sostegno a Papa Leone XIV nel suo instancabile cammino per la pace. Accogliendo il suo appello a costruire una "pace disarmata e disarmante", le superiore generali e le consacrate di tutto il mondo si uniscono alla sua voce profetica, impegnandosi ogni giorno, nelle periferie del mondo e nei luoghi della sofferenza, a essere artigiane di riconciliazione, dialogo e fraternità. 

 

A un anno dall'inizio del suo pontificato, la UISG si stringe con vicinanza e comunione a Papa Leone XIV, accompagnando il suo ministero con la preghiera e il sostegno delle consacrate di tutto il mondo. Con gratitudine per le parole e i gesti che continuano a incoraggiare la vita consacrata nel suo servizio alla Chiesa e all'umanità, le suore unite nella UISG affidano il Santo Padre al Signore, perché il suo pontificato continui a essere segno di pace, speranza e Vangelo per il nostro tempo.

 

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