29/04/2026
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5ª Settimana di Pasqua: Trasformate dalla Speranza
5ª Settimana di Pasqua: Trasformate dalla Speranza
“Trasformate dalla Speranza” si propone come uno spazio di ascolto e di discernimento sui Vangeli domenicali che accompagnano il nostro cammino.
L’iniziativa si colloca nell’orizzonte aperto dal Giubileo e desidera prolungarne la grazia, continuando a vivere la nostra vocazione come pellegrine di speranza dentro le sfide del tempo presente.
Ogni settimana, alla luce della Parola di Dio, contempliamo un aspetto della conversione a cui siamo chiamate, lasciandoci guidare dallo Spirito.
Per la Quinta Domenica di Pasqua, il commento al Vangelo è accompagnato dalla riflessione di Sr. Patricia Lenihan, Superiora Generale della Congregazione delle Suore Religiose della Carità.
"Non sia turbato il vostro cuore": una Via di fiducia e speranza
Oggi iniziamo la quinta settimana del Tempo di Pasqua e nel Vangelo ci sono diversi momenti chiave che toccano il mio cuore e mi fanno desiderare di soffermarmi su questo brano per riflettere sul messaggio profondo che ci offre.
Il primo momento viene da Gesù che dice: «Non sia turbato il vostro cuore». Parole così rassicuranti. Eppure, mentre guardo il nostro mondo ferito e fragile, vedo milioni di cuori turbati, preoccupati e spezzati, e mi chiedo come io e le mie Sorelle possiamo vivere e portare il messaggio di Gesù ai cuori inquieti delle nostre sorelle e dei nostri fratelli, così come ai nostri, in questo tempo.
Il secondo momento è la domanda di Tommaso: «Come possiamo conoscere la via?», che riassume ciò che a volte sento quando emergono situazioni per il nostro team di leadership e penso: «Come possiamo affrontare questo? Non ci siamo mai trovate prima davanti a qualcosa del genere!».
Il terzo momento è l’affermazione di Filippo: «Mostraci il Padre e ci basta», che suscita un rimprovero a Filippo, ma anche una risposta di Gesù che ci dona la fiducia e la speranza di cui abbiamo bisogno per essere rassicurate.
Il momento finale è quando Gesù spiega: «Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere». È proprio in questo ultimo momento che vedo emergere una speranza per me nel mio ministero di leadership e per la nostra Chiesa e il mondo di oggi. Se io e le mie Sorelle crediamo veramente che la potenza di Dio vive in noi, allora non dobbiamo lasciarci prendere da un’eccessiva preoccupazione o ansia di fronte alle sfide che incontriamo e al modo in cui le affronteremo.
Credo profondamente che, se preghiamo insieme, ci fidiamo e ci sosteniamo a vicenda, e manteniamo le nostre Sorelle e le persone che serviamo come nostro principio guida, allora i nostri cuori “turbati” sapranno che è l’opera di Dio che stiamo compiendo e che Dio è sopra ogni cosa.
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