30/03/2026
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Donne della Bibbia, Donne consacrate di oggi. Un impegno comune?
Donne della Bibbia, Donne consacrate di oggi. Un impegno comune?
Il testo è di Sr. Marie-Anne Misenga Dituanya, SCJM, pubblicato nel Bollettino UISG 189/2026
Introduzione: contesto e obiettivo
Le donne della Bibbia sono descritte come coraggiose, anticonformiste, profetiche e attive nella loro lotta per la giustizia e la vita. Nonostante i contesti storici sfavorevoli, queste donne, anche se non erano considerate alla pari degli uomini, sono state spesso delle leader, utilizzando la loro intelligenza e sensibilità per cambiare le cose. Il loro impegno a favore dei diritti dei più deboli continua a ispirare le consacrate di oggi.
Questo articolo propone una rilettura teologica ed ermeneutica della figura biblica di Myriam, narrata in Es 15,1-21, come archetipo della leadership femminile. Mette in luce il suo impatto simbolico e spirituale sulle donne impegnate nella vita religiosa oggi, in particolare nel contesto africano, dove le consacrate assumono spesso ruoli profetici e comunitari in ambienti caratterizzati da precarietà e disuguaglianze.
1. Myriam, leadership spirituale e pastorale
La sollecitudine di Dio verso il suo popolo è un tema che attraversa tutto il libro dell’Esodo. La storia di Myriam viene spesso dimenticata a scapito di quella di suo fratello Mosè. Ma chi era questa donna coraggiosa e in che modo può ispirarci ancora oggi?
a. La sua infanzia
Il nome «Myriam» – dal gr. Maria(m) «Veggente o Signora?» – ha due significati che esprimono entrambi le qualità del suo carattere. Il primo, che deriva dalla radice ebraica mar, è «amarezza». Infatti, Myriam era nata in un’epoca in cui l’oppressione della schiavitù era al culmine: «E loro [gli Egiziani] resero loro amara la vita [vayemarrerou, dalla radice mar] mediante una dura schiavitù » (Es 1,4). Nata da un popolo schiavizzato, testimone dei massacri ordinati dal Faraone contro i neonati maschi, fin dai suoi primi anni porta con sé l’amarezza e il dolore collettivo di Israele. I suoi primi anni sono stati segnati dalla straziante realtà della schiavitù, che però non è sterile: alimenta in lei una speranza senza limiti in un futuro migliore.
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