09/09/2026

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La missione, una questione d’amore

La missione, una questione d’amore

 

 

Il testo è di P. David Glenday, MC, pubblicato nel Bollettino UISG 190/2026

 

1. La missione, una questione d’amore

 

Ho avuto la fortuna, nel corso della mia vita come missionario comboniano, di trascorrere undici anni al servizio delle Filippine. Ricordo che un giorno, proprio lì, un giovane laico impegnato mi rivolse questa domanda: «Padre David, voi comboniani parlate spesso con entusiasmo della vostra vocazione e del vostro fondatore, san Daniele Comboni. Ci racconti dei suoi sogni, della sua determinazione, dei suoi viaggi, delle sue speranze e delle sue delusioni, del suo retaggio e della sua memoria – ed è tutto molto bello e stimolante. Ma ora quello che vorrei sapere è questo: qual è il cuore, il fulcro, il motore della missione di San Daniele Comboni e della tua missione oggi?».

 

Una domanda davvero molto pertinente, alla quale, nel corso dei miei quasi cinquant’anni di missione, ho spesso cercato di rispondere, alla ricerca delle parole giuste e, ancor più, delle azioni giuste. Se oggi il mio giovane amico mi ponesse la stessa domanda, non esiterei a ricorrere all’aiuto non di uno, ma di ben due Papi: Francesco e Leone.

 

È davvero sorprendente, infatti, che l’ultima importante lettera di Papa Francesco, intitolata “Dilexit Nos”, trattasse dell’amore – «l’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo» – e che la prima lettera di Papa Leone a tutta la Chiesa, Dilexi Te, tratti proprio… dell’amore – «l’amore per i poveri». È chiaro quindi: come dice Papa Francesco, «la missione diventa una questione d’amore», e i missionari sono degli « innamorati che, affascinati da Cristo, si sentono in dovere di condividere questo amore che ha cambiato la loro vita».

 

La missione come amore: sì, questa è la realtà straordinaria e meravigliosa che fa da ponte tra le due lettere dei Papi e che ci offre anche la chiave per iniziare a leggere, pregare e vivere «Dilexi te». E vogliamo farlo non tanto per raccogliere alcune idee interessanti, quanto piuttosto per crescere come missionari, ciascuno nel suo contesto. Quali profonde scoperte sulla missione possiamo quindi sperare di fare in questo percorso, con la lettera di Papa Leone come nostra guida?

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