01/09/2026

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L’esperienza di Sr. Ha Dinh al Simposio delle religiose teologhe a Nemi: “l’incontro è stato come una Pentecoste contemporanea”

L’esperienza di Sr. Ha Dinh al Simposio delle religiose teologhe a Nemi: “l’incontro è stato come una Pentecoste contemporanea”

 

 

Dal 30 maggio al 7 giugno 2026, alcune religiose teologhe provenienti da diversi continenti e congregazioni si sono riunite a Nemi per tessere reti e mettere le loro competenze teologiche al servizio della vita consacrata.

 

Sr. Sr. Ha Dinh, che ha partecipato al Simposio, ci ha raccontato la sua esperienza.

 

Che cosa rappresenta per te questo Simposio, dal punto di vista personale e professionale?

 

Il Simposio è per me sia un dono che una responsabilità. A livello personale, è stata una grande esperienza di incontro con religiose teologhe provenienti da culture, congregazioni e tradizioni teologiche diverse. Mi ricorda che la teologia non è soltanto una disciplina accademica, ma anche una vocazione all'ascolto di Dio, della Chiesa e della realtà del mondo.

 

Dal punto di vista professionale, il Simposio offre uno spazio unico di dialogo e collaborazione teologica. Ci incoraggia a portare nella conversazione le nostre diverse esperienze e a riflettere insieme sulle sfide che la vita religiosa si trova ad affrontare. Vedo in esso un'opportunità per sviluppare collaborazioni internazionali nella ricerca e per elaborare risorse teologiche capaci di rispondere alle esigenze della vita consacrata di oggi.

 

Se dovessi rappresentare questo Simposio con un'immagine o un'icona, quale sceglieresti?

 

Per questo incontro internazionale di religiose teologhe, che riflettono sulla testimonianza, la missione, il dialogo interculturale e la vita consacrata, una ricca immagine biblica che potrebbe fungere da simbolo teologico è la Pentecoste: la Pentecoste delle religiose teologhe. Molte lingue, un solo Spirito. Il nostro incontro a Nemi è stato una Pentecoste contemporanea.

 

Religiose teologhe provenienti da culture e contesti ecclesiali differenti si sono riunite per ascoltare lo Spirito, imparare le une dalle altre e discernere come la vita consacrata possa continuare a offrire una testimonianza profetica nel mondo di oggi. Come i discepoli a Pentecoste, siamo unite dallo Spirito per riflettere su come la vita consacrata possa incarnare la testimonianza profetica di Cristo nel mondo contemporaneo.

 

In che modo la riflessione teologica può aiutare la vita religiosa a coltivare forme più sane di leadership, responsabilità e relazioni di fiducia?

 

Per quanto riguarda il tema dell'autorità, dell'abuso e dell'obbedienza, la presentazione ci aiuta a riscoprire una comprensione dell'autorità centrata sul Vangelo, intesa come servizio piuttosto che come potere.

 

L'esempio di Cristo ci mostra che una leadership autentica si esercita attraverso l'umiltà, l'accompagnamento e l'impegno per la dignità di ogni persona. Il voto di obbedienza dovrebbe essere compreso nel quadro del discernimento reciproco e della corresponsabilità. Non si tratta di una sottomissione passiva, ma di una ricerca comunitaria della volontà di Dio.

 

Una leadership sana richiede trasparenza, responsabilità e strutture che proteggano la dignità umana e promuovano la partecipazione. Dal punto di vista teologico, la fiducia cresce quando le relazioni riflettono i valori del Regno di Dio: rispetto, verità, giustizia e compassione. Una formazione continua è essenziale affinché l'autorità e l'obbedienza siano vissute in modo da favorire la libertà, la maturità e un'autentica comunione.

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