21/01/2026
News
Roxanne Schares: “Solo camminando insieme potremo vivere qualcosa di nuovo”
Roxanne Schares: “Solo camminando insieme potremo vivere qualcosa di nuovo”
La rivista Vida Nueva ha intervistato Sr. Roxanne Schares sui cambiamenti e sugli orizzonti della vita consacrata oggi. Condividiamo questa conversazione che offre uno sguardo lucido e pieno di speranza sul cammino della UISG e sulla sua missione nella Chiesa.
Dal 1° settembre scorso, Roxanne Schares, religiosa delle Suore Educatrici di Notre Dame, è la nuova Segretaria Esecutiva dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG), dopo aver ricoperto nell’ultimo anno l’incarico di Segretaria Esecutiva aggiunta. Questa religiosa statunitense è stata Superiora Generale della sua congregazione e, dal 2021, fa parte del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
A Roma è stata anche coordinatrice internazionale della sua congregazione per Giustizia, Pace e Integrità del Creato, collaborando strettamente con altre congregazioni; in precedenza ha lavorato nel suo Paese ed è stata missionaria in Africa orientale per 27 anni. Lì ha collaborato in ambito formativo e, in particolare, nell’accompagnamento delle persone rifugiate, sia nei campi sia nelle aree urbane, svolgendo attività pastorali, sociali ed educative, incluso il suo servizio con il Jesuit Refugee Service in diversi Paesi del continente africano. A questo nuovo incarico giunge con tutto questo bagaglio di esperienze e con l’apprendimento maturato nel tempo, che condivide con Vida Nueva alle porte dell’inizio del suo ministero.
DOMANDA. – Anzitutto, cosa significa essere la nuova Segretaria Esecutiva della UISG?
RISPOSTA. – Prima di tutto mi sento molto onorata per essere stata chiamata a svolgere questo servizio. È davvero un privilegio per me poter ricoprire questo ruolo, perché nel corso degli anni ho sentito che le mie esperienze mi hanno portata ad aprire il cuore e a comprendere meglio le persone di tutto il mondo. Ora mi trovo in un altro momento della mia vita, in cui posso intraprendere questo nuovo cammino, per così dire, per essere accanto alle religiose di tutto il mondo. Abbiamo più di 1.900 istituti con sorelle presenti in tutti i continenti. È quindi un grande momento per me, per continuare ad allargare il mio cuore. Sono disponibile a offrire ciò che posso delle mie esperienze e del mio apprendimento.
Missione e pace
D. – Dopo 60 anni, quali sfide affronta la UISG nel 2026?
R. – Ci sono molte sfide. Questo Anno Giubilare della Speranza che abbiamo appena concluso ci ha ricordato che dobbiamo essere missionarie della speranza, indipendentemente da quanto siano difficili le realtà che affrontiamo come congregazioni, come sorelle nel mondo o nelle nostre lotte nella società. Abbiamo anche ascoltato l’appello alla pace del nuovo Papa Leone XIV. Questo risuona molto profondamente in me ed è vissuto dalle nostre sorelle in tutto il mondo: riconosciamo le crescenti divisioni, l’aumento della violenza e delle guerre… Credo quindi che sia un’ulteriore chiamata a continuare ad andare avanti in questo tempo che, come diceva Papa Francesco, non è solo un’epoca di rapidi cambiamenti, ma un vero e proprio cambiamento d’epoca.
D. – Lei è stata missionaria e appartiene a una congregazione con carisma educativo. Che cosa apporta l’universalità della vita religiosa alla Chiesa?
R. – La sfida per noi, come religiose che sono anche persone nel mondo, è vedere come essere leader e vivere bene in tempi che cambiano così rapidamente. Un’espressione che ho incontrato alcuni anni fa in una formazione sulla leadership è che viviamo in un mondo volatile, incerto, complesso e ambiguo. Per questo dobbiamo avere visione. Abbiamo bisogno di comprendere il mondo per affrontare l’incertezza. Abbiamo bisogno di chiarezza per affrontare la complessità, non tanto di avere tutte le risposte, ma di cercare un cammino chiaro e poi essere agili, flessibili, pronti ad adattarci… E questo non è facile, perciò dobbiamo sostenerci a vicenda. Come dice un proverbio africano: “Se vuoi andare veloce, vai da solo; ma se vuoi andare lontano, vai insieme”.
Credo che questo sia qualcosa che ho imparato molti anni fa e che continuo a cercare di applicare alla mia vita e alle mie esperienze. È ciò che cerchiamo di fare attraverso la UISG: riconoscere il valore della nostra sorellanza globale – così la chiamiamo – e poi vedere come questa sorellanza possa essere un sostegno per le persone che vivono ai margini o anche nella nostra Chiesa, dove affrontiamo ancora molte differenze – e divisioni. Per me essere missionaria ed educatrice è come una luce. Definiamo il carisma delle Suore Educatrici più come una comunione vissuta nel ministero dell’educazione in senso ampio, che rende le persone protagoniste della propria vita. Sono molto grata a Papa Francesco per aver chiesto alla vita religiosa di essere profezia ed esperta di comunione. Anche nella Chiesa universale, come donne e come religiose, possiamo contribuire a questo cammino sinodale che il Papa ci ha invitato a intraprendere.
D. – Che tipo di azioni continuerà a portare avanti l’istituzione oltre alle assemblee delle religiose?
R. – In effetti, molti pensano solo alle assemblee, ma stiamo cercando di far conoscere meglio ciò che facciamo. Anzitutto stiamo rafforzando la nostra collaborazione per essere più forti nella testimonianza che diamo come rete. Stiamo anche cercando di orientarci verso il futuro, e per questo vogliamo rafforzare maggiormente i nostri membri nelle aree continentali, che chiamiamo “costellazioni”, affinché si conoscano tra loro e sappiano come lavorare insieme. Abbiamo poi la rete Talitha Kum contro la tratta di persone, che è più conosciuta e che ormai si è estesa a più di cento Paesi con sorelle impegnate.
Un’altra rete che abbiamo avviato recentemente serve a collegare le sorelle che lavorano nell’accoglienza di migranti e rifugiati, affinché possano sostenersi a vicenda e imparare le une dalle altre; anche per avere la forza necessaria per continuare questo ministero così necessario di fronte al crescente numero di persone costrette a lasciare le proprie terre. Continueremo inoltre a offrire programmi sia online sia in presenza per rafforzare la leadership, l’interculturalità o anche la comprensione del diritto canonico e la tutela dei minori, che è una preoccupazione importante. In questo ambito esistono già alcuni programmi che riuniscono le sorelle per imparare insieme.
Decrescita
D. – Il progetto della UISG ha come obiettivo “camminare insieme verso il futuro”. Quali nuovi cammini bisogna percorrere?
R. – Questa è l’ispirazione del progetto della UISG a livello internazionale. Significa che la vita religiosa deve essere assunta e vissuta concretamente; per questo abbiamo scelto questo motto per raccogliere le nostre priorità fondamentali per i prossimi sei anni. Continuiamo quindi ad andare avanti come abbiamo fatto finora, guardando davvero alla vita religiosa in sé, per vedere come affrontare i problemi attuali e quelli che emergeranno con il declino di alcune congregazioni, la crescita di altre o la sfida di essere più sostenibili. Vogliamo riflettere su come vivremo la vita religiosa in futuro. Non c’è una risposta unica, ma solo camminando insieme potremo vivere qualcosa di nuovo.
Un’altra priorità, oltre alla sinodalità, è esaminare davvero come essere quella voce profetica ai margini. E non si tratta solo di parlare a nome degli altri: ho imparato che dobbiamo essere uniti nella solidarietà e che insieme troviamo una voce con coloro che sono vulnerabili. Per questo dobbiamo rafforzare il nostro sostegno alle sorelle che si trovano nelle frontiere, in luoghi di conflitto, sia in Ucraina, in Sudan o in Congo, dove è riesplosa la guerra, sia in tanti altri luoghi, persino in Israele e in Libano, vivendo questa testimonianza profetica insieme alla gente.
Credo che questo sia il cammino che vogliamo continuare a percorrere insieme. Abbiamo posto molta enfasi sulla cura della Terra e per questo continuiamo a impegnarci a seminare speranza per il pianeta. Abbiamo anche un secondo impegno attraverso la nostra Commissione Giustizia e Pace per trasmettere il Vangelo della non violenza e della pace giusta. In tutte queste aree continuiamo ad approfondire la nostra spiritualità e a scoprire modi per discernere insieme come rispondere alle urgenze del nostro tempo. Tutto questo sarà sviluppato nel nuovo consiglio, man mano che i dipartimenti lo integreranno e lo renderanno concreto.
Mateo González Alonso, Vida Nueva
Notizie correlate
News
Giovedì 08 Gennaio 2026
Invito alla Chiusura dell’Anno Giubilare Tellista
Leggi
News
Lunedì 22 Dicembre 2025
Natale: una speranza che abita il nostro tempo
Leggi
News
Giovedì 18 Dicembre 2025
Sata Award's 2025: Premio per la Dignità Umana - Sr Martha Pelloni
Leggi
News
Martedì 16 Dicembre 2025
Presentazione Documentario: “Vita Consacrata. Una speranza che trasforma”
Leggi
Progetti e Commissioni correlati
Programma di preparazione per Formatrici
Scopri di piú