GRUPPO 11

49 partecipanti: 23 nazionalità, 49 congregazioni

CULTURA CONGREGAZIONALE

SEGNI DI VITALITA’

Le Congregazioni hanno già iniziato il processo di trasformazione delle loro strutture.

In un mondo in costante trasformazione sono già evidenti nelle nostre Congregazioni cambi di strutture e di organizzazione. Questi cambiamenti portano ad una maggiore interdipendenza e promuovono la vitalità del nostro Carisma in diverse culture, come risposta più appropriata alle realtà dei paesi in cui siamo presenti.

Le Congregazioni stanno scoprendo la ricchezza della multiculturalità

Sempre di più le nostre congregazioni vanno integrando diversità culturali e rispetto per differenti culture, generazioni e modalità di pensiero.
Le congregazioni riconoscono e accettano le diversità con le rispettive conseguenze.

Siamo testimoni di un crescente pluralismo e sappiamo e accettiamo che questo è un processo irreversibile.

Esperienze di collaborazione

Negli ultimi anni le congregazioni hanno sviluppato diverse forme di relazioni e collaborazione fra province di diversi istituti come pure fra istituti dello stesso paese o continente.

Ancora di più desiderano collaborare con coloro che, come loro, sono in cerca di un mondo più vicino al Regno.

Le Congregazioni stanno cercando strutture che siano portatrici di valori

Le congregazioni sono sempre più consapevoli che le strutture non sono neutrali. Si muovono verso strutture che promuovano valori fondamentali come la comunione, solidarietà e partecipazione. Si impegnano con tutte le loro forze per sviluppare una cultura evangelica che abbracci tutte le culture tenendo in mente la specificità di ognuna di esse.

OSTACOLI

Nazionalismo, tribalismo, razzismo sono ostacoli allo sviluppo di una cultura di collaborazione e comunione

Il peso di certe strutture congregazionali e di impegno apostolico svuotano le energie e soffocano il dinamismo.

Il conflitto tra la ricerca di autonomia e la domanda di interdipendenza generano a tutti i livelli resistenze a cambi strutturali.

La presenza di una cultura dominante (o gli effetti di una storia passata) sono fonti di richieste di identità e conflitti di potere.

CONVINZIONI

Le strutture dovrebbero promuovere valori quali: partecipazione, corresponsabilità, solidarietà dentro e fuori la congregazione, disponibilità per la missione…..

I cambiamenti di strutture dovrebbero essere ispirati ad una re-interpretazione del carisma oggi e imbevuti della spiritualità della congregazione.

La messa in atto di cambiamenti strutturali non può aver successo senza la partecipazione di tutti i membri ,

L’adattamento e l’aggiornamento delle strutture va capito come processo di continua trasformazione. Non possiamo rimanere immobili…

La cultura congregazionale deve focalizzare sulla missione e svilupparsi nella linea dell’opzione preferenziale per i poveri. Deve diventare “memoria rischiosa” (Dangerous memory)” all’interno delle comunità e della Chiesa.

Dobbiamo continuare a promuovere una spiritualità di comunione che ci spinga in vanti sulla via della collaborazione intercongregazionale.

PROPOSTE

1. Intensificare gli sforzi di collaborazione intercongregazionale. Le Conferenze dei Religiosi dovrebbero giocare un ruolo guida in questo campo.

2. Ristrutturare e modificare strutture interne e attività apostoliche: le strutture debbono essere più leggere e promotrici di libertà, comunione e responsabilità.

3. Esplorare vie di solidarietà intercongregazionale in particolare:

- migliore distribuzione delle risorse finanziarie

- reciproco aiuto fra congregazioni internazionali e diocesane

4. Continuare a chiedere modifiche del Codice di Diritto Canonico per riconoscere uguaglianza di diritti fra i membri delle congregazioni clericali.

5. Pubblicare un comunicato stampa sul Congresso. Presentarlo come un tempo di ricerca di nuove vie per la vita religiosa, possibilità di legami creativi con le Presidenze delle Conferenze Nazionali dei Religiosi, di un dialogo con il Vaticano attraverso USG/UISG


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