La formazione delle religiose sul contrasto alla tratta di esseri umani

Progetto di collaborazione UISG e OIM

Bernadette Sangma, fma

 

Introduzione

Vorrei iniziare la relazione sul progetto per contrastare la tratta delle donne e dei bambini con una citazione dagli Atti del Congresso sulla Vita Consacrata del 2004: “La vita consacrata, per sua propria natura, non deve rimanere chiusa in se stessa, bensì è chiamata ad aprirsi e dedicarsi, come Gesù, al servizio dei più deboli”.[1] Il fenomeno della tratta delle persone umane, soprattutto delle donne e dei bambini, ci chiama oggi non solo ad aprirci, ma addirittura a spalancare le porte dei nostri cuori, facendone sgorgare la compassione di Gesù, che si fa presenza profetica e creativa accanto alle vittime di questa schiavitù odierna.

 

 

1. Breve presentazione sul contenuto dei corsi

 

Il programma del corso di formazione ha come obiettivo quello di affinare le capacità di risposta del personale religioso locale - già impegnato o che potrà essere coinvolto in futuro in attività di prevenzione e di assistenza alle vittime - al fenomeno della tratta.

Il quadro di riferimento è l’azione pedagogica che anima tutto l’agire di Gesù e la sua scelta preferenziale per i più deboli. Il continuo riferimento alla Parola di Dio infatti ci stimola alla ricerca di una risposta coraggiosa a questo fenomeno.

I contenuti sono organizzati in sette sezioni:

La prima sezione si sofferma ampiamente sulle cause del fenomeno stesso, prendendo in considerazione la globalizzazione e la situazione socioeconomica dei Paesi di origine delle vittime, con particolare riguardo alla condizione sociale delle donne e delle bambine. L’analisi delle cause porta poi all’esame specifico del fenomeno della tratta, delle sue dimensioni, delle rotte percorse da questo tipo di criminalità e delle azioni di contrasto poste in atto, evidenziando soprattutto quelle adottate dalle congregazioni religiose in rete.

La seconda sezione si centra sul fenomeno migratorio, facendo attenzione ad evidenziare le somiglianze e le differenze tra la migrazione, la tratta e il contrabbando umano. Si sofferma in modo particolare sulla crescente femminilizzazione della migrazione stessa, mettendo a fuoco le aspettative delle donne migranti, i fattori di spinta, le modalità di reclutamento e lo stato di sofferenza anche a livello psico-psichiatrico.

La terza sezione tratta le questioni legate alla salute considerata come diritto di ogni persona. Si rilevano i principali rischi sanitari e i più frequenti comportamenti di rischio legati alla tratta.

La quarta sezione affronta poi il discorso sulla prevenzione, in modo molto ampio relativamente al concetto stesso. In questa parte si riserva un momento specifico per promuovere la riflessione da parte delle partecipanti su come questo fenomeno odierno interpella singolarmente il carisma delle diverse congregazioni.

La quinta sezione offre spunti per la relazione di aiuto da stabilire con le persone coinvolte nella tratta adottando gli approcci psicologici. Strettamente collegata ad essa è la sezione che tratta dell’empowerment. Un riferimento forte è riservato al concetto di  “resilienza”, che offre la possibilità di un approccio per il ricupero integrale della persona.

La settima sezione riguarda infine la protezione psicologica e il sostegno spirituale offerti alle religiose, come difesa contro il sovraffaticamento esaustivo, minaccia sempre presente in questo campo.

 

Al termine del primo anno di collaborazione, il contenuto è stato pubblicato sotto il titolo: Conoscere e contrastare la tratta di persone. Atti della formazione per personale religioso femminile. È stato pubblicato in inglese ed è tradotto in italiano e spagnolo; è in via di attuazione anche la traduzione in lingua portoghese. Dopo il corso realizzato in Thailandia, la Conferenza delle Religiose ha tradotto l’intero contenuto anche nella lingua Thai.

 

 

2. Iter storico del progetto

Il progetto ha avuto inizio nel 2004. L’ente promotore è stata l’ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede. Siamo ora nel quarto anno di questa collaborazione. Presento anno per anno i vari corsi realizzati assieme ad alcuni dettagli.

 

2.1 Primo anno: 2004

In questo primo anno, i corsi sono stati organizzati congiuntamente da USMI, UISG, Migrantes/ICMC e OIM nelle seguenti nazioni:

Italia: si è svolto nella sede dell’USMI, via Zanardelli, Roma, dal 26 gennaio al 6 febbraio 2004. Le partecipanti sono state 28: 17 italiane e 11 di altra nazionalità (3 spagnole, 1 rumena, 1 tanzaniana, 1 indiana, 1 nigeriana, 3 polacche, 1 messicana). Sono state rappresentate 20 congregazioni religiose.

Nigeria: si è svolto al Centro Pastorale di Nostra Signora degli Apostoli, Lagos dal 26 marzo al 2 aprile 2004. Le partecipanti sono state 22, provenienti dalle diverse parti della Nigeria. Le congregazioni rappresentate sono state: 16.

Albania: Il corso è stato realizzato a Scutari dal 12 al 18 aprile 2004. Ci sono state 13 partecipanti che hanno rappresentato 12 congregazioni residenti in diverse parti dell’Albania.

Romania: Si è svolto a Traina nel centro di spiritualità dei Padri Verbiti dal 16 al 23 maggio 2004. Le partecipanti sono state 22, rappresentanti di 14 congregazioni religiose.

 

2.2 Secondo anno: 2005

È stato realizzato in partenariato con USMI, UISG e OIM. Ci sono stati due tipi di incontri:

Incontri di verifica di tre giorni nei paesi dove i corsi erano stati realizzati nell’anno precedente:

Italia, 18 – 21 aprile 2005

Albania, 23 – 26 maggio 2005

Nigeria, 13 – 16 giugno 2005

Romania, 4 – 6 luglio 2005

Corsi di formazione di sei giorni nelle seguenti nazioni:

Repubblica Dominicana: il corso si è svolto a Santo Domingo dal 28 novembre al 3 dicembre 2005. Le partecipanti sono state 26, di 21 diverse congregazioni religiose. Tra le partecipanti 24 provenivano da Repubblica Dominicana e 2 da Haiti.

Tailandia il corso è stato realizzato a Baan Phu Waan (Bangkok) dal 24 al 29 ottobre 2005, con 26 partecipanti di 15 congregazioni. Le partecipanti provenivano per la maggior parte dalle diverse parti della Tailandia, ma anche dalla Cambogia e dall’Australia.

 

2.3 Terzo anno:2006

I partner del progetto: UISG e OIM hanno realizzato i seguenti incontri:

Incontro di verifica di tre giorni in:

Repubblica Dominicana, 1 – 4 giugno 2006

Tailandia, 3 – 5 luglio 2006

Corsi di formazione di sei giorni nelle seguenti nazioni:

Brasile: Il corso è stato realizzato a São Paulo dal 2 al 7 ottobre 2006. Le partecipati sono state 30 Suore di 20 congregazioni religiose provenienti da 12  Stati del Brasile.

Portogallo: si è svolto dal 23 al 28 ottobre 2006 a Lisbona. Le partecipanti sono state 31 suore di 22 congregazioni religiose. 26 di loro provenivano dal Portogallo e 6 dal Brasile, São Tomé e Príncipe, Cabo Verde, Mozambico, Angola, Guinea Bissau.

Filippine: Il corso ha avuto 49 partecipanti di 27 congregazioni. Di queste 37 provenivano dalle Filippine mentre le altre 12 erano dell’Australia, del Giappone, dell’Indonesia, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e di Timor Est. Il corso si è tenuto dal 27 novembre al 3 dicembre 2006.

 

2.4 Quarto anno: 2007

La collaborazione è tra UISG e OIM

Incontro di verifica di tre giorni in:

Brasile: 28 – 31 marzo 2007

Portogallo (da definire)

Filippine: si realizzerà dal 12 al 14 luglio 2007

Corso di formazione di sei giorni in Sudafrica: si svolgerà dal 30 settembre al 7 ottobre 2007. Le partecipanti proverranno da: Sudafrica, Zimbabwe, Zambia, Swaziland, Botswana, Lesotho, Namibia.

 

 

3. Valutazione critica del lavoro realizzato in rete

Il traffico degli esseri umani è un fenomeno molto complesso. Di conseguenza, il lavoro in rete in questo campo non è un’opzione libera, bensì una necessità, per essere dalla parte delle persone più indifese in modo strategico. Le bande criminali che depredano donne e bambini sono altamente organizzate e collegate tra loro, da una parte all’altra del mondo. Solo attraverso una rete che colleghi i paesi di origine delle vittime, quelli di transito e quelli di destinazione, sarà possibile prevenire la tratta, impedendo che le persone più deboli e vulnerabili diventino merce umana. Uno degli obiettivi dei corsi realizzati è proprio quello di creare queste reti di collaborazione, nella convinzione che le congregazioni religiose, per il fatto di essere presenti in tutte le parti del mondo, godono di un grande vantaggio a questo riguardo.

Non è certamente facile organizzare corsi come i nostri, la cui proposta parte da Roma e l’organizzazione generale si deve fare via internet; il cammino per un coinvolgimento delle conferenze nazionali nella proposta ha delle difficoltà reali e non è sempre ottimo il livello di integrazione dell’équipe animatrice, soprattutto a motivo del poco tempo disponibile per una preparazione previa fatta insieme. Nonostante ciò, pare che i vari corsi abbiano contribuito alla creazione, pur incipiente, di tale rete. Occorre ora cercare di dare continuità al lavoro iniziato, per migliorare la qualità dell’attività intrapresa. Sarebbe una grande sfortuna non utilizzare abbastanza questa nostra risorsa di poter tessere reti di solidarietà per la dignità e la vita di tante donne e bambini, senza peraltro escludere gli uomini.

Dopo i corsi, in alcuni Paesi, si è creata all’interno delle Conferenze Religiose, una “Commissione Tratta” per coordinare le risposte al fenomeno. Altri hanno elaborato un piano di lavoro insieme a breve e a lungo termine. La sfida anche qui è come attuare tali piani dato il ritmo di lavoro incalzante, le distanze che separano le comunità in alcuni casi, nonché la mancanza di fondi. Sono aspetti che richiedono ulteriori ricerche, pensieri innovativi, ma soprattutto il convinto “credo” nella validità del lavorare insieme, e coraggio travolgente.

Appare evidente che le partecipanti sono state toccate dalle situazioni di sofferenza inimmaginabile sopportate soprattutto dalle donne e dai bambini più poveri e indifesi. Sembra necessaria comunque una riflessione profonda, oserei dire un approccio ermeneutico, nella rilettura del proprio carisma in relazione al fenomeno di questo tipo di traffico umano. La tendenza sembra quella di soffermarsi sugli aspetti più appariscenti di questo fenomeno, giungendo velocemente alla conclusione che l’attività di contrasto non rientra nel mandato carismatico della congregazione. Il fenomeno della tratta invece è molto complesso, e abbraccia molteplici aspetti. Le azioni di contrasto devono perciò abbracciare altrettanti aspetti e questo chiama in causa molte congregazioni. In ultima analisi, penso che nessun carisma possa sentirsi estraneo ad un fenomeno che reca una sofferenza disumanizzante a tante donne come noi, e peggio ancora a bambine/i indifesi.

 

4. Prospettive future

Il progetto di collaborazione con l’OIM si ferma al 2007. Però non si ferma l’impegno dell’UISG nel campo della lotta contro il traffico delle persone umane, specialmente delle donne e dei bambini. Per dare continuità alla Dichiarazione della Riunione Plenaria del 2001, si pensa di proseguire questo impegno attraverso la risposta alle richieste di organizzare altri momenti formativi specifici nelle varie parti del mondo. A questo fine si è già avviata la formazione dell’équipe plurilinguistica per poter affrontare le varie richieste in maniera più rispondente. Tale gruppo cercherà di essere disponibile alle richieste delle Conferenze per accompagnare le riflessioni sulla ricerca di risposte più adeguate al fenomeno della tratta. Il gruppo è aperto ai suggerimenti.

È in prospettiva anche l’immissione dei dati di questi corsi nel sito dell’UISG. Si pensa di includervi anche il Direttorio delle partecipanti (con la password) per facilitare la comunicazione e lo scambio delle informazioni.

Un’altra prospettiva è quella di realizzare adeguati momenti formativi assieme alle congregazioni maschili e al clero diocesano per affrontare, nel caso dello sfruttamento sessuale, la questione della domanda, ossia il ruolo degli uomini. Nella misura in cui ci si impegna in questo campo, cresce la consapevolezza che una delle cause ultime del fenomeno della tratta per lo sfruttamento sessuale è proprio la domanda. L’entrata in campo da parte delle congregazioni religiose maschili è più che mai urgente per impostare un processo di educazione degli uomini e dei ragazzi a una diversa visione della donna, che non la riduca ad un oggetto di piacere, di sfruttamento e di sopraffazione.

Il lavoro congiunto con le congregazioni maschili e con il clero diocesano nella lotta contro il traffico degli esseri umani necessariamente si basa sulla consapevolezza che gli uomini svolgono un ruolo importante nel perseguimento dell’uguaglianza di genere all’insegna della relazione di reciprocità uomo/donna.

Un altro campo importante è il coinvolgimento attivo nell’ambito di lobbying e advocacy a livello locale, nazionale e internazionale. Tale approccio permette di intervenire non solo attraverso azioni dirette e immediate a favore delle donne e dei bambini, ma offre anche la possibilità di essere presenti nei luoghi dove vengono prese le decisioni che incidono sulla loro vita, e di contribuire a porre adeguate condizioni per rimuovere le cause che rendono queste persone facile preda dei trafficanti. L’esperienza di tante congregazioni con lo statuto all’ECOSOC presso l’ONU conferma la validità e l’urgenza di organizzarci meglio anche in questo campo.

 

 

Conclusione

Vorrei concludere prendendo spunto da un film[2] sul traffico degli esseri umani. Si tratta della conversazione che si svolge tra una che è stata vittima e la persona che si è fatta sua accompagnatrice nel cammino di ricupero.

“Tu pensi che sia possibile a una che ha perso la sua umanità, ritrovarla nuovamente?”.

“Sì, è possibile, ma dipende da te. Nessuna persona può toglierti la dignità, né un uomo né cento uomini”.

 

Sono certa che noi siamo oggi chiamate ad accompagnare tante donne, bambine e bambini umiliati nel profondo del loro essere, restituendo loro la certezza che nessuno può spogliarli della loro umanità, e conducendoli alla scoperta di un nuovo senso della vita. Lo possiamo fare perché abbiamo fiducia in Gesù che ha detto “Io sono venuto per portare la vita e vita in abbondanza”.



[1] ÁLVARO RODRIGUEZ Echeverría, Il fascino della vita consacrata, in AA.VV, Passione per Cristo. Passione per l’umanità. Congresso Internazionale della Vita Consacrata, Roma 23-27 novembre 2004, Milano, Paoline 2005, 273.

[2] Il film si intitola "Human Trafficking" di Christian Duguay uscito nell'ottobre del 2005 in lingua inglese.